Sedute pagate da azienda, fondo sanitario o assicurazione: come fatturare

Seduta pagata dal welfare aziendale, da un fondo sanitario o da un'assicurazione: a chi intestare la fattura, PDF o SdI, Sistema TS e detrazione, caso per caso.

11 min di lettura

Le regole tecniche della fattura elettronica (codici N4 e N2.2, bollo virtuale, codice destinatario) sono nella guida alla fattura elettronica verso aziende, enti e PA: qui trovi come riconoscere il caso e cosa cambia per fattura, Sistema TS e detrazione.

Chi è il tuo cliente? I quattro casi

Chi pagaA chi va la fatturaFormatoSistema TSIl paziente detrae?
Azienda che ti incarica (sportello, convenzione)AziendaElettronica SdINoNo, non ha pagato
Piattaforma di welfare che acquista la sedutaPiattaforma (o azienda), secondo il contrattoElettronica SdIDi norma noNo, non ha pagato
Fondo o assicurazione in convenzione direttaPaziente, per l'intero importoPDF o cartaSì, per l'interoSolo la parte rimasta a suo carico, salvo eccezioni
Paziente che paga e chiede il rimborsoPazientePDF o cartaSìDipende dal tipo di rimborso
Schema: seduta pagata da azienda, piattaforma di welfare, fondo sanitario o assicurazione, con intestazione della fattura, formato e invio al Sistema Tessera Sanitaria
Chi è il tuo cliente decide intestazione, formato e Sistema TS.

La domanda da farsi è: con chi ho il rapporto economico? Non conta chi siede davanti a te, ma chi si impegna a pagarti e chi ti paga. Mettilo per iscritto prima di iniziare: in una convenzione, nelle condizioni della piattaforma o nell'accordo con il paziente.

Caso 1: l'azienda ti incarica direttamente

Un'azienda può offrire ai dipendenti un servizio di supporto psicologico, per esempio uno sportello o un pacchetto di colloqui, e incaricarti con un contratto. Il cliente è l'azienda, non una persona fisica, quindi:

  1. la fattura è elettronica via SdI, intestata all'azienda;
  2. la prestazione resta esente IVA se ha finalità di diagnosi e cura (natura N4 in regime ordinario, N2.2 nel forfettario); se è un'attività di benessere organizzativo, formazione o coaching, può essere una prestazione non sanitaria con IVA in regime ordinario;
  3. si applica la rivalsa ENPAP del 2% e, sopra 77,47 euro di importo esente, il bollo virtuale da 2 euro;
  4. in regime ordinario l'azienda, se è sostituto d'imposta, trattiene la ritenuta d'acconto del 20% sul compenso; nel forfettario la ritenuta non si applica.

Va al Sistema Tessera Sanitaria?

Le FAQ del Sistema TS indicano che vanno trasmesse le fatture per prestazioni sanitarie rilasciate a persone fisiche. Una fattura intestata a un'azienda, quindi, non si trasmette: il dipendente non ha sostenuto la spesa e non la detrae. Vale anche se l'azienda è una ditta individuale: per il caso analogo del medico competente, le stesse FAQ escludono le fatture rilasciate al datore di lavoro «anche se persona fisica».

Esempio con dati inventati

Psicologa in regime ordinario, 4 colloqui da 70 euro a un dipendente, fatturati all'azienda a fine mese.

VoceImporto
Compenso (4 × 70 €), esente, natura N4280,00 €
Rivalsa ENPAP 2%5,60 €
Bollo virtuale (importo esente oltre 77,47 €)2,00 €
Totale fattura287,60 €
Ritenuta d'acconto 20% sul compenso− 56,00 €
Netto da incassare231,60 €

Nel forfettario la stessa fattura ha natura N2.2, niente ritenuta e un netto di 287,60 euro.

Caso 2: la piattaforma di welfare aziendale

Molte aziende gestiscono il welfare tramite piattaforme: il dipendente sceglie un servizio con il suo credito welfare o con un voucher e il fornitore viene pagato dalla piattaforma. Fino al 2026 il riferimento fiscale per il dipendente è l'art. 51 del TUIR (comma 2, lettera f, per opere e servizi con finalità di assistenza sanitaria offerti dal datore di lavoro, e comma 3-bis per i voucher); dal 1° gennaio 2027 la stessa disciplina è nell'art. 53 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (d.lgs. 117/2026): comma 2, lettera f, per opere e servizi e comma 5 per i documenti di legittimazione (voucher).

Per te conta lo schema contrattuale, che varia da piattaforma a piattaforma:

  • La piattaforma acquista la seduta in nome proprio e la «gira» al dipendente: secondo la risposta a interpello n. 10 del 2020 dell'Agenzia delle Entrate, in questo schema (mandato senza rappresentanza) il fornitore fattura alla società che gestisce il welfare. La fattura è elettronica, esente se la prestazione è sanitaria (senza IVA se sei in forfettario). Secondo la stessa risposta, se il voucher è «monouso» (prestazione e trattamento IVA noti già quando il buono è emesso), la fattura va emessa all'emissione del voucher e non quando il dipendente fa la seduta: verifica con la piattaforma e con il commercialista come si applica al tuo contratto.
  • La piattaforma ti chiede di fatturare all'azienda del dipendente: stesso trattamento del caso 1.
  • La piattaforma ti chiede di fatturare al dipendente, con il pagamento che arriva da lei: da verificare caso per caso con il commercialista. La fattura a una persona fisica per una prestazione sanitaria non può passare dallo SdI e andrebbe al Sistema TS, ma la spesa non è sostenuta dal dipendente; le FAQ ufficiali non trattano questo schema.

Prima di aderire, chiedi alla piattaforma per iscritto a chi intestare la fattura, in che formato, con quale descrizione e quali dati del dipendente ti servono.

Privacy e segreto professionale

Il Codice deontologico prevede che, quando il committente è diverso dal destinatario, lo psicologo chiarisca con le parti natura e finalità dell'intervento (art. 32) e tuteli prioritariamente il destinatario in caso di conflitto (art. 4). Sul piano pratico: nella fattura all'azienda o alla piattaforma non servono nomi dei pazienti né dati sanitari. Se il committente chiede un riscontro delle sedute svolte, concorda un riepilogo minimo (numero di colloqui, codice del voucher) e mettilo nel contratto. Per il quadro privacy generale vedi la guida al GDPR per psicologi.

Lascia che il resto vada da sé

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Caso 3: fondo sanitario o assicurazione in convenzione diretta

Con la convenzione diretta il fondo sanitario integrativo, la cassa o l'assicurazione paga te, in tutto o in parte, al posto del paziente. Le FAQ del Sistema TS riportano l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate: il pagamento diretto dell'assicurazione è una mera modalità di liquidazione, fatta in nome e per conto del paziente. Di conseguenza:

  1. la fattura è intestata al paziente per l'intero importo, anche per la parte pagata dal fondo;
  2. è una prestazione sanitaria a una persona fisica: PDF o carta, mai SdI;
  3. i dati vanno al Sistema TS per l'intero importo, con la data del pagamento;
  4. senza un documento intestato al paziente, la spesa non può essere riferita a lui e non va comunicata.
Convenzione diretta con un fondo sanitario: il fondo paga una parte per conto del paziente, la fattura è intestata al paziente per l'intero importo e va al Sistema Tessera Sanitaria
Dati di esempio: chi paga cosa e cosa va al Sistema TS.

Esempio con dati inventati

Seduta da 70 euro con un fondo che, in convenzione, paga 50 euro direttamente; il resto lo paga il paziente con carta.

VoceImporto
Prestazione psicologica70,00 €
Rivalsa ENPAP 2%1,40 €
Totale fattura, intestata al paziente71,40 €
di cui pagato da Fondo Esempio per conto del paziente50,00 €
di cui pagato dal paziente con carta21,40 €
Al Sistema TS71,40 €, tipo SP, pagamento tracciato

Annotare in fattura la quota pagata dal fondo non è un obbligo di legge, ma aiuta il paziente e il fondo a riconciliare i conti. La rivalsa ENPAP si applica anche quando paga un fondo: se la convenzione indica una tariffa fissa, chiarisci prima se è comprensiva o no della rivalsa del 2%.

Il paziente detrae la parte pagata dal fondo?

In generale no: la detrazione spetta solo per le spese rimaste a carico. Secondo la circolare 7/E del 2021, però, si considerano rimaste a carico anche le spese rimborsate quando i contributi o i premi non hanno dato alcun beneficio fiscale (per esempio una polizza sanitaria privata pagata dal paziente senza detrazione), mentre non lo sono quelle rimborsate da fondi e casse i cui contributi non hanno concorso al reddito. Per fondi e casse sanitarie, a comunicare all'Agenzia delle Entrate le spese rimborsate è il fondo stesso, entro il 16 marzo dell'anno successivo: tu trasmetti l'intera fattura e non devi calcolare nulla.

Caso 4: il paziente paga e chiede il rimborso

È il caso più frequente con le assicurazioni a rimborso e con molti fondi di categoria: il paziente paga te, poi manda la fattura al fondo o all'assicurazione. Per te è una seduta normale: fattura in PDF intestata al paziente, Sistema TS, nessuna annotazione speciale.

Alcune polizze chiedono, per rimborsare, una prescrizione medica o una relazione. Sono condizioni del contratto assicurativo, non requisiti fiscali: la fattura deve restare senza dati clinici. Se il paziente ti chiede una certificazione per il rimborso, valuta con lui cosa scrivere e, se è un documento diverso dalla fattura, ricorda che il rilascio di certificazioni ha regole proprie.

Lo stesso vale se è il datore di lavoro a rimborsare la spesa tramite una cassa sanitaria aziendale: tu fatturi al paziente come sempre.

Checklist prima di accettare una convenzione

  1. Chi è il cliente: azienda, piattaforma, fondo o paziente?
  2. A chi intestare la fattura e in che formato (SdI o PDF), messo per iscritto.
  3. Tariffa: comprende o no la rivalsa ENPAP del 2% e il bollo?
  4. Tempi di pagamento e documenti richiesti (codice voucher, numero di autorizzazione del fondo).
  5. Dati del paziente che puoi comunicare al committente: il minimo indispensabile.
  6. Natura della prestazione: sanitaria esente o non sanitaria con IVA.
  7. Se la fattura va al paziente: pagamento tracciabile e invio al Sistema TS.
  8. Numerazione: le fatture elettroniche e quelle ai pazienti devono restare univoche (vedi numerazione delle fatture).

Cosa fa Fuoriseduta (e cosa no)

Fuoriseduta emette le fatture ai pazienti in PDF all'incasso, con rivalsa ENPAP e bollo, e le invia al Sistema TS: copre quindi i casi 3 e 4. Non emette fatture elettroniche SdI verso aziende e piattaforme: per i casi 1 e 2 serve un altro strumento, anche gratuito come quelli dell'Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Posso fare un prezzo diverso ai pazienti in convenzione?

Sì, il compenso è libero e si pattuisce all'inizio del rapporto; il Codice deontologico chiede solo che sia adeguato all'importanza dell'opera (art. 23). Se pubblicizzi le tariffe in convenzione, il messaggio deve essere trasparente e veritiero (art. 40).

La piattaforma di welfare mi chiede la fattura: a chi la intesto?

Dipende dal contratto: se la piattaforma acquista il servizio in nome proprio, la fattura va a lei (risposta n. 10 del 2020 dell'Agenzia delle Entrate). Fatti indicare per iscritto intestatario, formato e descrizione prima di iniziare.

Cosa posso comunicare all'azienda o al fondo sulle sedute?

Solo ciò che serve a pagarti e che è previsto dal contratto o autorizzato dal paziente: numero di colloqui, date, codice del voucher o dell'autorizzazione. Diagnosi e contenuti dei colloqui restano coperti dal segreto professionale.

Il paziente può detrarre la seduta pagata dal fondo sanitario?

Di norma no, per la parte pagata o rimborsata dal fondo; può detrarre la parte rimasta a suo carico. Fanno eccezione i rimborsi legati a polizze i cui premi non hanno dato benefici fiscali: lo valuta il paziente con il suo CAF o commercialista.

Devo applicare la rivalsa ENPAP anche se paga un'assicurazione?

Sì, la rivalsa del 2% si applica sul compenso a prescindere da chi paga. Se la convenzione prevede una tariffa fissa, verifica prima se la rivalsa è inclusa.

Fonti

Fonti consultate a ottobre 2026.

Prova Fuoriseduta

Fuoriseduta manda i promemoria, incassa, emette le fatture con ENPAP e bollo e le invia al Sistema TS. Guarda la demo senza registrarti e lascia la tua email per ricevere un avviso all'apertura.

Contenuto informativo, aggiornato a ottobre 2026: non sostituisce il parere del tuo commercialista o consulente. Le norme cambiano: controlla sempre le fonti ufficiali indicate.

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