Il POS conviene anche al paziente: solo un pagamento tracciabile gli permette di detrarre la seduta al 19%. Questa guida riguarda l'obbligo e i costi per lo studio; come funziona la detrazione è spiegato nella guida alla detrazione delle sedute nel 730.
Lo psicologo è obbligato ad avere il POS?
Sì. La norma riguarda «i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali»: lo psicologo è compreso, in regime forfettario come in ordinario, in studio come nelle sedute a domicilio o online.
Più precisamente, l'obbligo è di accettare pagamenti:
- con almeno una carta di debito e una carta di credito;
- anche con carte prepagate e strumenti di moneta elettronica;
- di qualsiasi importo: non c'è più una soglia minima.
L'obbligo non dice come: un terminale fisico, un'app che trasforma il telefono in POS o un link di pagamento con carta sono tutti modi per accettare le carte. Da verificare: non risultano chiarimenti ufficiali specifici sul link di pagamento come unico strumento; se il paziente è in studio e vuole pagare con la carta, la soluzione più sicura è poterla accettare lì, con un terminale o con un'app sul telefono.
Il paziente resta libero di pagare con bonifico o in contanti (sotto la soglia di 5.000 euro della normativa antiriciclaggio). L'obbligo scatta quando chiede di pagare con carta.
Cosa rischia chi rifiuta il pagamento con carta?
Dal 30 giugno 2022, per ogni pagamento con carta rifiutato si applica una sanzione amministrativa di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione (art. 15, c. 4-bis, d.l. 179/2012).
| Seduta rifiutata (esempio) | Calcolo | Sanzione |
|---|---|---|
| 71,40 € (70 + rivalsa ENPAP) | 30 + 4% × 71,40 | 32,86 € |
| 88,70 € (85 + rivalsa + bollo) | 30 + 4% × 88,70 | 33,55 € |
| 500,00 € (pacchetto, ipotesi) | 30 + 4% × 500,00 | 50,00 € |
Si applica la legge 689/1981 sulle sanzioni amministrative, escluso il pagamento in misura ridotta (art. 16), e il rapporto va al prefetto della provincia in cui è avvenuta la violazione. Al di là dell'importo, una contestazione per una seduta rifiutata è un problema di immagine evitabile.
L'unica eccezione: l'impossibilità tecnica
L'obbligo non si applica nei casi di oggettiva impossibilità tecnica: per esempio il terminale guasto o la rete assente. Non è un'eccezione «per scelta»: se non hai mai attivato nessun modo di accettare le carte, non è impossibilità tecnica. Se succede, conviene offrire subito un'alternativa tracciabile (bonifico, link da pagare più tardi) e annotare il guasto.
Commissioni: quanto costa accettare le carte?
Ogni pagamento con carta ha un costo per chi lo riceve, che dipende dall'offerta scelta. Le voci tipiche sono:
| Voce | Cosa controllare |
|---|---|
| Commissione per transazione | Percentuale, quota fissa o entrambe; se cambia tra carte di debito, credito, aziendali o estere |
| Canone | Mensile o annuale, per il terminale o per il servizio |
| Terminale | Acquisto, noleggio o nessuno (app sul telefono) |
| Accredito | Dopo quanti giorni arrivano i soldi sul conto e se ha un costo |
| Vincoli | Durata minima, penali di recesso, volumi minimi |
Per le carte dei consumatori il regolamento UE 2015/751 fissa un tetto alle commissioni interbancarie (0,2% sulle carte di debito, 0,3% su quelle di credito): è solo una parte del costo totale, ma spiega perché le offerte possono scendere molto.
Esempio di confronto tra due offerte
Dati di esempio, non riferiti a offerte reali: 700 sedute pagate con carta in un anno, a 71,40 euro.
| Offerta A: solo percentuale | Offerta B: canone più percentuale | |
|---|---|---|
| Incassato con carta | 49.980 € | 49.980 € |
| Commissione (ipotesi) | 1,5% = 749,70 € | 0,8% = 399,84 € |
| Canone (ipotesi) | 0 € | 15 € × 12 = 180 € |
| Costo annuo | 749,70 € | 579,84 € |
| Costo per seduta | 1,07 € | 0,83 € |
Con pochi pagamenti con carta conviene di solito l'offerta senza canone; con molti, una percentuale più bassa compensa il canone. Rifai il conto con le tue sedute reali e le condizioni scritte nei fogli informativi.
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Si possono far pagare le commissioni al paziente?
No. Il divieto di sovrapprezzo (surcharge) è nell'art. 3, c. 4, del d.lgs. 11/2010: chi riceve il pagamento non può applicare al pagatore spese per l'uso dello strumento di pagamento. Quindi niente «2 euro in più se paghi con carta».
Puoi però tenere conto dei costi di incasso quando stabilisci la tariffa, uguale per tutti i modi di pagamento: il metodo per calcolarla è nella guida alle tariffe dello psicologo.
Come ridurre le commissioni
- Conta i pagamenti con carta di un anno (numero e importo medio): senza questi dati non si può confrontare nulla.
- Confronta almeno tre offerte sui costi totali, non sulla sola percentuale: canone, terminale, accredito e penali compresi.
- Valuta l'app sul telefono se incassi poco con carta: niente terminale da comprare o noleggiare.
- Proponi il bonifico a chi paga pacchetti o più sedute insieme: è tracciabile, quindi vale per la detrazione del paziente, e per te costa in genere meno di una carta.
- Rinegozia ogni anno: le offerte cambiano spesso. Il 15 giugno 2026 è stato firmato al MEF un nuovo protocollo d'intesa, volontario e di durata biennale, tra le associazioni di banche, operatori dei pagamenti ed esercenti: prevede offerte promozionali sui pagamenti con carta fino a 30 euro per chi fattura fino a 400.000 euro e costi esposti in un formato uniforme, più facile da confrontare. Per le sedute, quasi sempre sopra i 30 euro, l'effetto è limitato; se un professionista possa accedere alle promozioni è da verificare con il proprio fornitore.
- Chiedi il credito d'imposta sulle commissioni, se ne hai i requisiti (vedi sotto).
Il credito d'imposta del 30% sulle commissioni
L'art. 22 del d.l. 124/2019 riconosce a imprese e professionisti con ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a 400.000 euro un credito d'imposta pari al 30% delle commissioni sui pagamenti con carta e altri strumenti tracciabili ricevuti da consumatori finali, per le transazioni dal 1° luglio 2020. Il credito:
- si usa solo in compensazione con il modello F24, dal mese successivo a quello della spesa, con il codice tributo 6916;
- va indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui è maturato;
- si calcola sui dati che il prestatore del servizio di pagamento comunica ogni mese all'Agenzia delle Entrate;
- non concorre al reddito né all'IRAP (art. 22, c. 4) e rientra nei limiti degli aiuti «de minimis» dell'Unione europea (art. 22, c. 3).
La norma non fissa una data di fine e la scheda dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata a ottobre 2026, la descrive ancora. Da verificare con il commercialista: se nel tuo caso conviene (per piccoli importi il beneficio è di poche decine di euro), come si usa in compensazione in regime forfettario e se il tuo fornitore di pagamenti online invia le comunicazioni necessarie.
Le commissioni sono deducibili?
Nel forfettario no: le spese reali non si deducono, il coefficiente del 78% le copre forfettariamente. In ordinario le commissioni sono costi dell'attività e riducono il reddito. Il credito d'imposta del 30% è una cosa diversa: si usa per pagare meno imposte e contributi con l'F24. Le differenze tra i due regimi sono nella guida all'uscita dal forfettario.
POS e altri adempimenti: cosa non cambia
- Fattura: si emette per ogni seduta come sempre, all'incasso; per i pazienti privati in PDF o su carta, non tramite SdI. Il POS non sostituisce la fattura e la ricevuta del POS non è una fattura.
- Sistema Tessera Sanitaria: per i pagamenti con carta il dato «pagamento tracciato» è sì. Dettagli nella guida al Sistema TS.
- Collegamento POS-registratore telematico: l'obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2025 riguarda chi certifica i corrispettivi con il registratore telematico. Lo psicologo che documenta ogni seduta con fattura di norma non usa il registratore; in caso di attività particolari (per esempio vendita al pubblico) chiedi al commercialista.
- Annotazione in fattura: scrivere «pagato con carta» aiuta il paziente a provare il pagamento tracciabile.
In Fuoriseduta il paziente può pagare con un link (carta, Apple Pay o bonifico) ricevuto via email o WhatsApp; i contanti si registrano con un tocco e la fattura parte all'incasso.
Checklist operativa
- Attiva almeno un modo per accettare carte di debito, credito e prepagate in studio, anche con il telefono.
- Se lavori online, prepara un link di pagamento con carta o un IBAN per il bonifico.
- Scrivi nella policy dello studio i modi di pagamento accettati e quando si paga (vedi il modello di policy disdette).
- Spiega al primo appuntamento che i pagamenti tracciabili servono per la detrazione.
- Tieni un piano B per i guasti: bonifico o link da pagare dopo.
- Una volta l'anno confronta le commissioni pagate e chiedi al commercialista se usare il credito d'imposta.
Domande frequenti
Lo psicologo in regime forfettario deve accettare il POS?
Sì. L'obbligo riguarda chiunque presti servizi professionali, a prescindere dal regime fiscale: il forfettario cambia il modo di calcolare le imposte, non gli obblighi sui pagamenti.
C'è un importo minimo sotto il quale si può rifiutare la carta?
No. La norma vale per pagamenti di qualsiasi importo e la sanzione si applica al rifiuto di qualsiasi transazione con carta.
Il paziente può pagare in contanti?
Sì, sotto il limite di 5.000 euro previsto dalla normativa antiriciclaggio. La fattura resta obbligatoria, ma una seduta pagata in contanti non è detraibile per il paziente.
Il credito d'imposta vale anche per i pagamenti con link o app?
L'art. 22 del d.l. 124/2019 lo estende agli altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili, non solo al terminale POS. Serve però che il fornitore trasmetta all'Agenzia delle Entrate i dati sulle commissioni: chiedilo prima di contare sul credito.
Basta il bonifico per essere in regola?
No. Il bonifico è tracciabile e va benissimo per la detrazione, ma l'obbligo riguarda l'accettazione delle carte: se il paziente chiede di pagare con carta, devi poterlo fare.
Il link di pagamento sostituisce il POS fisico?
Per le sedute online di fatto sì, perché il paziente paga con carta. Per lo studio non ci sono chiarimenti ufficiali specifici: avere anche un'app sul telefono o un terminale evita dubbi.
Fonti
Fonti consultate a ottobre 2026.
- D.l. 179/2012, art. 15, commi 4 e 4-bis – obbligo di accettare le carte e sanzione, Normattiva
- D.lgs. 11/2010, art. 3 – divieto di spese aggiuntive per lo strumento di pagamento, Normattiva
- Credito d'imposta su commissioni pagamenti elettronici – Agenzia delle Entrate
- Codice tributo 6916 – Agenzia delle Entrate
- D.l. 124/2019, art. 22 – credito d'imposta sulle commissioni, Normattiva
- Pagamenti POS: nuovo protocollo per la riduzione dei costi agli esercenti – Ministero dell'Economia e delle Finanze
- Regolamento (UE) 2015/751 sulle commissioni interbancarie – EUR-Lex
- Legge 160/2019, art. 1, commi 679-680 – pagamenti tracciabili per la detrazione, Normattiva
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Contenuto informativo, aggiornato a ottobre 2026: non sostituisce il parere del tuo commercialista o consulente. Le norme cambiano: controlla sempre le fonti ufficiali indicate.